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Hier sollen ab und zu Texte mit unterschiedlichen Gedanken über Motorrad-Rennfahrerinnen und ihre Rennserien eingefügt werden. Leider ergibt sich viel zu selten die Gelegenheit, diese Gedanken tatsächlich niederzuschreiben, weshalb die Sparte wohl nie durch häufige Updates auffallen wird.
Auch "externe" Texte sind willkommen! Wer etwas einschicken möchte, bediene sich der e-mail Adresse im
Impressum. Ein Recht auf Veröffentlichung besteht nicht; ein Hinweis auf die Urheberschaft ist bei Veröffentlichung selbstverständlich.

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Gelegenheitsschriften - Errant Thoughts, Mostly Minimize
La montagna ha partorito il topolino (ovvero, la sveltina) - Paola Furlan - Friday, February 26, 2010

Novità: la Federazione Motociclistica Italiana annuncia che il titolo femminile velocità quest'anno verrà assegnato in una sola gara. È una notizia che può colpire favorevolmente chi non abbia memoria del passato recente. Il Trofeo Motocicliste prima e il Campionato Femminile poi hanno, negli ultimi 6 anni, cresciuto dal nulla un vasto movimento agonistico femminile del quale oltre cento pilote competitive sono state la punta d'iceberg. La stragrande maggioranza di loro ha iniziato e fatto esperienza grazie a tale movimento, innalzando il proprio livello tecnico e agonistico fino ai vertici internazionali e facendo emergere talenti indiscussi. Un nome per tutte è quello di Paola Cazzola che debutterà a giorni nel Mondiale Supersport: Paola ha iniziato il suo percorso nella velocità proprio nel 2004, il primo anno del Trofeo Motocicliste e, anno dopo anno, gara dopo gara, con l'obiettivo di essere la più forte tra le donne, ha migliorato così tanto da poter ambire a certi livelli.

"Una sola gara" si offre ora: ovvero una kermesse, un'esibizione folcloristica buona per scattare qualche foto. Ma voi che amate lo sport, voi che fate agonismo sapete bene che la prestazione si costruisce nel tempo, competizione dopo competizione, nella sfida continua di superare se stessi, gli altri, i momenti difficili, gara dopo gara, nell’affinamento della propria confidenza con la moto, con il team, con le proprie debolezze e i propri punti di forza, superando gli errori, imparando a conoscere gli avversari, facendo esperienza. È il percorso che fa crescere. Che c'entra un'esibizione una tantum con tutto questo?

Si dirà: ma le ragazze possono competere nelle gare maschili. Vero. Ma ricordiamo due dettagli: uno storico statistico, l'altro prospettico.

Storico e statistico: anche sei anni fa le ragazze potevano correre nelle gare maschili; ma il loro numero rimase insignificante fino alla creazione di una competizione a loro dedicata (nel 2004: il Trofeo Motocicliste).

Dettaglio prospettico: vi sono due possibilità. Una, si prende atto che il motociclismo femminile possiede senso, dignità e valore pari a quello maschile; e allora, come accade in tutti gli altri sport, si lascia esistere e anzi si sviluppa una categoria dedicata e separata. Qui invece, anziché tonificarlo, si è annichilito un Campionato Femminile celebrato per 6 anni consecutivi. La possibilità alternativa è l'atteggiamento di chi sostiene che nel motociclismo tra donne e uomini non esista alcuna differenza fisica, culturale, formativa e di opportunità. A costoro noi ci limitiamo a chiedere che senso abbiano allora manifestazioni femminili ridotte a spot isolati. E chiediamo pure come giustifichino, alla luce dei loro disvalori, l'esistenza di campionati europei e mondiali femminili di trial, enduro, cross.

Sarebbe bastato lasciar correre questo movimento per avere una griglia importante, lasciarlo correre come aveva dimostrato di saper fare, senza bastoni fra le ruote: un esempio fra i tanti, mantenere invariato il tempo di qualifica al 20% come era all'inizio, invece che ridurlo come fatto negli ultimi anni, o ridurre le categorie di moto ammesse. Non dico addirittura che sarebbe stato giusto promuovere e investire su un movimento nuovo e in crescita, così come si investe, molto e giustamente, sui bambini o su alcune categorie del maschile, ma anche semplicemente lasciarlo correre con le proprie gambe senza interventi mossi a indebolirlo.

Altre novità mirabolanti per il 2010: un intero corso di guida gratuito per le donne. Da oltre dieci anni sono tanti i motoclub, le case motociclistiche, gli organizzatori che offrono diversi corsi gratuiti o scontatissimi e varie opportunità alle ragazze. Dedicare ben un'ora o due di pista è una operazione simpatica, ma si fatica a considerarla come una grande manovra di promozione del movimento femminile.

Così come le Esordienti che avranno quest'anno anche loro una sola gara! L'una tantum non prodest, non giova alle esordienti, che tanto hanno bisogno di gare e di gare, di pista e di pista, di moto e di moto, di fare esperienza agonistica.

Ecco dunque la novità 2010: un'unica "sveltina"… al posto di un vero campionato.
Una gara, un giorno di corso, invece che un programma agonistico e formativo strutturato, articolato e duraturo. Uno spot al posto di un piano organico come: campionati italiani su cinque gare, trofei esordienti, campionati europei, premi importanti, centinaia di corsi di formazione, raduni, viaggi dedicati e migliaia di donne avvicinate a questa passione. Certo, ora c'è chi sfrutterà per un po' tutto questo lavoro, che un'onda lunga produce. Ma per quanto, se non si continua a lavorare in modo organico e prospettico?

Le ragazze, speriamo, sapranno sfruttare al meglio queste scarse opportunità, in attesa di poter ritornare al paese reale, quello che le case motociclistiche, i produttori e le motocicliste stesse conoscono bene: cioè che il movimento è sempre più forte e in crescita e che merita ben altre opportunità e investimenti: dati Ancma, Eurisko, Motocicliste alla mano.

motocicliste.it

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Persönliches Resümee zur CIM-Saison 2008 (Tiara) - Monday, October 06, 2008

Gestern fand in Misano der abschließende Lauf des Campionato Italiano Motocicliste statt. Grund genug, um ein paar flüchtige Gedanken und Feststellungen loszuwerden.

Die Meisterinnen beider Klassen haben mit fünf Siegen in fünf Rennen eine nahezu perfekte Bilanz vorzuweisen – nur die eine oder andere schnellste Rennrunde oder Pole Position mag ihnen nicht gelungen sein. Alessia Polita sicherte sich in der stärker umkämpften 600er Klasse den Titel schon im vorletzten Rennen, da sich die Konkurrentinnen hier stärker und mit unterschiedlichem Ausgang um die jeweils verbleibenden Podiumsplätze balgten. Das große Gähnen befällt einen hingegen bei einer nüchternen Betrachtung der Resultate der 1000er Klasse: fünf Rennen, fünfmal Cazzola vor Marchetti vor Fede. Ohne Paola Cazzolas Leistung schmälern zu wollen – sie fuhr überdies in den meisten Rennen mit Polita den anderen auf und davon und lieferte so immerhin klassenübergreifend interessante Duelle – muss gesagt werden, dass die große Klasse an einem toten Punkt angelangt ist, was den Wettkampf unter den Fahrerinnen angeht, wohlgemerkt nicht den reinen Kampf gegen die Uhr. Das Starterinnenfeld ist, schmeichelhaft gesagt, sehr überschaubar, und die Ergebnisse sind wenig überraschend. Darüber hinaus war heuer im Rennverlauf immer wieder zu merken, dass die 600er-Gruppe der Verfolgerinnen Schwierigkeiten mit einer bestimmen 1000er-Fahrerin hatte, die man als nahezu wettbewerbsverzerrend bezeichnen könnte. Mehrere Wertungsklassen aus einem gemeinsamen Rennen verschiedener Kubaturen herauszuziehen, birgt nun mal grundsätzliche Probleme. So ist es sportlich nur vernünftig, wenn es nächstes Jahr im CIM - Achtung, große Neuigkeit – nur mehr eine Klasse, und zwar die STK600 geben wird. Bisher traute man sich so was Blasphemisches ja nicht einmal laut zu denken, denn bitteschön, Frauen sollen jenen Hubraum fahren, der ihnen Spaß macht, nicht jenen, der ihnen vom Reglement als frauentauglich nahegelegt wird. Ob das Auswirkungen auf das organisatorisch bisher stark aus Italien dominierte European Women’s Championship hat, steht noch in den Sternen, oder zumindest in keiner mir greifbaren Presseaussendung.

So erklärt sich am Ende der Saison auch die am Anfang derselben flüchtig aufgeschnappte Aussage, Paola Cazzola würde 2008 ihre letzte 1000er-Saison bestreiten. Wie, was, hört sie dann denn auf oder steigt sie um? Ja, sie steigt ob des oben beschriebenen Hintergrunds auf eine 600er um und wird es sich 2009 ganz direkt mit Alessia Polita besorgen. Dafür darf auf jeden Fall jetzt schon die Vorfreude geschürt werden.

Noch ein paar Worte zu Paola Cazzola, weil ihr seit Durchführung der Damen-Meisterschaft Großes gelungen ist: Nach einem Lehrjahr in der 600er Klasse – sie kam damals mehr oder weniger direkt vom Motocross und hatte noch keine Rundstrecken-Erfahrung – holte sie sich in vier aufeinanderfolgenden Jahren den Italienmeistertitel der 1000er Klasse (2007 freilich nur, weil Nina Prinz als deutsche Staatsbürgerin keine Punkte für die Gesamtwertung erhielt), zweimal im inzwischen nicht mehr existierenden Ducati-Werksteam Y2K, und zweimal im ebenfalls direkt vom Hersteller unterstützten Team Yamaha Piellemoto. Daneben gelang ihr 2006 der Gesamtsieg im European Women’s Cup. Eine derart gesättigte Revue ihrer sportlichen Laufbahn bleibt Polita schuldig, obwohl sie ebenfalls bei allen fünf Editionen des CIM aktiv dabei war. Das entscheidende Zünglein an der Waage verfiel bei ihr halt vier Jahre lang des öfteren auf die falsche Seite, bis ihr 2008 im CIM und im R6 Metzeler Cup eine überaus befriedigende und aufsehenerregende Saison gelang.

Was bleibt, unabhängig von den Protagonistinnen, zum CIM 2008 zu sagen?

Im letzten Lauf sind 19 Fahrerinnen an den Start gegangen (davon aufgrund schlechter Wetterbedingungen in den Qualis nur 17 fürs Rennen qualifiziert). Das ist wenig. Aber sieht es in der MotoGP viel besser aus? Der Schwund vom Saisonanfang bis zum Saisonende, der fast jedes Jahr zu beobachten ist, ist natürlich bedauerlich.

Auffällig ist auch, dass sich heuer kaum eine Italienerin um die alle drei Rennen umfassende Teilnahme am EWC bemüht hat. Sharon Mermet und Lara Cordioli sind hier rühmliche Ausnahmen. Aber natürlich hat das EWC neben hausgemachten organisatorischen Mankos mit höheren Schwellen zu kämpfen, als ein nationaler Bewerb.

Das Niveau im CIM steigt von Jahr zu Jahr. Von der Ersten bis zur Letzten gibt es nach wie vor eine enorme Spreizung, die mitunter nicht ganz ungefährlich ist, aber das liegt nicht daran, dass die Hintersten nicht besser würden. Bemerkenswert sind jedes Jahr ein paar Rookies, die sich trotz des gehobenen Niveaus schon in ihrer ersten Saison im vorderen Mittelfeld bewegen. Sie nehmen sich jetzt die Zeit, sich systematisch auf die Meisterschaft vorzubereiten, während es vor kurzem noch möglich war, recht direkt in die Damen-Meisterschaft einzusteigen. So kamen die in den ersten zwei Jahren merklich höher liegenden Teilnehmerinnenzahlen zusammen. Das CIM muss aber, so schön auch die fallenden Streckenrekorde (s. Übersicht) an der Spitze sind, auch in die Breite arbeiten, soll es sich wirklich dauerhaft etablieren. Teilnehmerinnen wandern nämlich nach ersten Erfahrungen im Lizenzsport, die ihnen das CIM in einem (u.U. auch nur vermuteten) geschützteren Umfeld bietet, aus verschiedensten Gründen ganz gerne in gemischte Bewerbe ab.

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La montagna ha partorito il topolino (ovvero, la sveltina) - Paola Furlan - Friday, February 26, 2010

Novità: la Federazione Motociclistica Italiana annuncia che il titolo femminile velocità quest'anno verrà assegnato in una sola gara. È una notizia che può colpire favorevolmente chi non abbia memoria del passato recente. Il Trofeo Motocicliste prima e il Campionato Femminile poi hanno, negli ultimi 6 anni, cresciuto dal nulla un vasto movimento agonistico femminile del quale oltre cento pilote competitive sono state la punta d'iceberg. La stragrande maggioranza di loro ha iniziato e fatto esperienza grazie a tale movimento, innalzando il proprio livello tecnico e agonistico fino ai vertici internazionali e facendo emergere talenti indiscussi. Un nome per tutte è quello di Paola Cazzola che debutterà a giorni nel Mondiale Supersport: Paola ha iniziato il suo percorso nella velocità proprio nel 2004, il primo anno del Trofeo Motocicliste e, anno dopo anno, gara dopo gara, con l'obiettivo di essere la più forte tra le donne, ha migliorato così tanto da poter ambire a certi livelli.

"Una sola gara" si offre ora: ovvero una kermesse, un'esibizione folcloristica buona per scattare qualche foto. Ma voi che amate lo sport, voi che fate agonismo sapete bene che la prestazione si costruisce nel tempo, competizione dopo competizione, nella sfida continua di superare se stessi, gli altri, i momenti difficili, gara dopo gara, nell’affinamento della propria confidenza con la moto, con il team, con le proprie debolezze e i propri punti di forza, superando gli errori, imparando a conoscere gli avversari, facendo esperienza. È il percorso che fa crescere. Che c'entra un'esibizione una tantum con tutto questo?

Si dirà: ma le ragazze possono competere nelle gare maschili. Vero. Ma ricordiamo due dettagli: uno storico statistico, l'altro prospettico.

Storico e statistico: anche sei anni fa le ragazze potevano correre nelle gare maschili; ma il loro numero rimase insignificante fino alla creazione di una competizione a loro dedicata (nel 2004: il Trofeo Motocicliste).

Dettaglio prospettico: vi sono due possibilità. Una, si prende atto che il motociclismo femminile possiede senso, dignità e valore pari a quello maschile; e allora, come accade in tutti gli altri sport, si lascia esistere e anzi si sviluppa una categoria dedicata e separata. Qui invece, anziché tonificarlo, si è annichilito un Campionato Femminile celebrato per 6 anni consecutivi. La possibilità alternativa è l'atteggiamento di chi sostiene che nel motociclismo tra donne e uomini non esista alcuna differenza fisica, culturale, formativa e di opportunità. A costoro noi ci limitiamo a chiedere che senso abbiano allora manifestazioni femminili ridotte a spot isolati. E chiediamo pure come giustifichino, alla luce dei loro disvalori, l'esistenza di campionati europei e mondiali femminili di trial, enduro, cross.

Sarebbe bastato lasciar correre questo movimento per avere una griglia importante, lasciarlo correre come aveva dimostrato di saper fare, senza bastoni fra le ruote: un esempio fra i tanti, mantenere invariato il tempo di qualifica al 20% come era all'inizio, invece che ridurlo come fatto negli ultimi anni, o ridurre le categorie di moto ammesse. Non dico addirittura che sarebbe stato giusto promuovere e investire su un movimento nuovo e in crescita, così come si investe, molto e giustamente, sui bambini o su alcune categorie del maschile, ma anche semplicemente lasciarlo correre con le proprie gambe senza interventi mossi a indebolirlo.

Altre novità mirabolanti per il 2010: un intero corso di guida gratuito per le donne. Da oltre dieci anni sono tanti i motoclub, le case motociclistiche, gli organizzatori che offrono diversi corsi gratuiti o scontatissimi e varie opportunità alle ragazze. Dedicare ben un'ora o due di pista è una operazione simpatica, ma si fatica a considerarla come una grande manovra di promozione del movimento femminile.

Così come le Esordienti che avranno quest'anno anche loro una sola gara! L'una tantum non prodest, non giova alle esordienti, che tanto hanno bisogno di gare e di gare, di pista e di pista, di moto e di moto, di fare esperienza agonistica.

Ecco dunque la novità 2010: un'unica "sveltina"… al posto di un vero campionato.
Una gara, un giorno di corso, invece che un programma agonistico e formativo strutturato, articolato e duraturo. Uno spot al posto di un piano organico come: campionati italiani su cinque gare, trofei esordienti, campionati europei, premi importanti, centinaia di corsi di formazione, raduni, viaggi dedicati e migliaia di donne avvicinate a questa passione. Certo, ora c'è chi sfrutterà per un po' tutto questo lavoro, che un'onda lunga produce. Ma per quanto, se non si continua a lavorare in modo organico e prospettico?

Le ragazze, speriamo, sapranno sfruttare al meglio queste scarse opportunità, in attesa di poter ritornare al paese reale, quello che le case motociclistiche, i produttori e le motocicliste stesse conoscono bene: cioè che il movimento è sempre più forte e in crescita e che merita ben altre opportunità e investimenti: dati Ancma, Eurisko, Motocicliste alla mano.

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Persönliches Resümee zur CIM-Saison 2008 (Tiara) - Monday, October 06, 2008

Gestern fand in Misano der abschließende Lauf des Campionato Italiano Motocicliste statt. Grund genug, um ein paar flüchtige Gedanken und Feststellungen loszuwerden.

Die Meisterinnen beider Klassen haben mit fünf Siegen in fünf Rennen eine nahezu perfekte Bilanz vorzuweisen – nur die eine oder andere schnellste Rennrunde oder Pole Position mag ihnen nicht gelungen sein. Alessia Polita sicherte sich in der stärker umkämpften 600er Klasse den Titel schon im vorletzten Rennen, da sich die Konkurrentinnen hier stärker und mit unterschiedlichem Ausgang um die jeweils verbleibenden Podiumsplätze balgten. Das große Gähnen befällt einen hingegen bei einer nüchternen Betrachtung der Resultate der 1000er Klasse: fünf Rennen, fünfmal Cazzola vor Marchetti vor Fede. Ohne Paola Cazzolas Leistung schmälern zu wollen – sie fuhr überdies in den meisten Rennen mit Polita den anderen auf und davon und lieferte so immerhin klassenübergreifend interessante Duelle – muss gesagt werden, dass die große Klasse an einem toten Punkt angelangt ist, was den Wettkampf unter den Fahrerinnen angeht, wohlgemerkt nicht den reinen Kampf gegen die Uhr. Das Starterinnenfeld ist, schmeichelhaft gesagt, sehr überschaubar, und die Ergebnisse sind wenig überraschend. Darüber hinaus war heuer im Rennverlauf immer wieder zu merken, dass die 600er-Gruppe der Verfolgerinnen Schwierigkeiten mit einer bestimmen 1000er-Fahrerin hatte, die man als nahezu wettbewerbsverzerrend bezeichnen könnte. Mehrere Wertungsklassen aus einem gemeinsamen Rennen verschiedener Kubaturen herauszuziehen, birgt nun mal grundsätzliche Probleme. So ist es sportlich nur vernünftig, wenn es nächstes Jahr im CIM - Achtung, große Neuigkeit – nur mehr eine Klasse, und zwar die STK600 geben wird. Bisher traute man sich so was Blasphemisches ja nicht einmal laut zu denken, denn bitteschön, Frauen sollen jenen Hubraum fahren, der ihnen Spaß macht, nicht jenen, der ihnen vom Reglement als frauentauglich nahegelegt wird. Ob das Auswirkungen auf das organisatorisch bisher stark aus Italien dominierte European Women’s Championship hat, steht noch in den Sternen, oder zumindest in keiner mir greifbaren Presseaussendung.

So erklärt sich am Ende der Saison auch die am Anfang derselben flüchtig aufgeschnappte Aussage, Paola Cazzola würde 2008 ihre letzte 1000er-Saison bestreiten. Wie, was, hört sie dann denn auf oder steigt sie um? Ja, sie steigt ob des oben beschriebenen Hintergrunds auf eine 600er um und wird es sich 2009 ganz direkt mit Alessia Polita besorgen. Dafür darf auf jeden Fall jetzt schon die Vorfreude geschürt werden.

Noch ein paar Worte zu Paola Cazzola, weil ihr seit Durchführung der Damen-Meisterschaft Großes gelungen ist: Nach einem Lehrjahr in der 600er Klasse – sie kam damals mehr oder weniger direkt vom Motocross und hatte noch keine Rundstrecken-Erfahrung – holte sie sich in vier aufeinanderfolgenden Jahren den Italienmeistertitel der 1000er Klasse (2007 freilich nur, weil Nina Prinz als deutsche Staatsbürgerin keine Punkte für die Gesamtwertung erhielt), zweimal im inzwischen nicht mehr existierenden Ducati-Werksteam Y2K, und zweimal im ebenfalls direkt vom Hersteller unterstützten Team Yamaha Piellemoto. Daneben gelang ihr 2006 der Gesamtsieg im European Women’s Cup. Eine derart gesättigte Revue ihrer sportlichen Laufbahn bleibt Polita schuldig, obwohl sie ebenfalls bei allen fünf Editionen des CIM aktiv dabei war. Das entscheidende Zünglein an der Waage verfiel bei ihr halt vier Jahre lang des öfteren auf die falsche Seite, bis ihr 2008 im CIM und im R6 Metzeler Cup eine überaus befriedigende und aufsehenerregende Saison gelang.

Was bleibt, unabhängig von den Protagonistinnen, zum CIM 2008 zu sagen?

Im letzten Lauf sind 19 Fahrerinnen an den Start gegangen (davon aufgrund schlechter Wetterbedingungen in den Qualis nur 17 fürs Rennen qualifiziert). Das ist wenig. Aber sieht es in der MotoGP viel besser aus? Der Schwund vom Saisonanfang bis zum Saisonende, der fast jedes Jahr zu beobachten ist, ist natürlich bedauerlich.

Auffällig ist auch, dass sich heuer kaum eine Italienerin um die alle drei Rennen umfassende Teilnahme am EWC bemüht hat. Sharon Mermet und Lara Cordioli sind hier rühmliche Ausnahmen. Aber natürlich hat das EWC neben hausgemachten organisatorischen Mankos mit höheren Schwellen zu kämpfen, als ein nationaler Bewerb.

Das Niveau im CIM steigt von Jahr zu Jahr. Von der Ersten bis zur Letzten gibt es nach wie vor eine enorme Spreizung, die mitunter nicht ganz ungefährlich ist, aber das liegt nicht daran, dass die Hintersten nicht besser würden. Bemerkenswert sind jedes Jahr ein paar Rookies, die sich trotz des gehobenen Niveaus schon in ihrer ersten Saison im vorderen Mittelfeld bewegen. Sie nehmen sich jetzt die Zeit, sich systematisch auf die Meisterschaft vorzubereiten, während es vor kurzem noch möglich war, recht direkt in die Damen-Meisterschaft einzusteigen. So kamen die in den ersten zwei Jahren merklich höher liegenden Teilnehmerinnenzahlen zusammen. Das CIM muss aber, so schön auch die fallenden Streckenrekorde (s. Übersicht) an der Spitze sind, auch in die Breite arbeiten, soll es sich wirklich dauerhaft etablieren. Teilnehmerinnen wandern nämlich nach ersten Erfahrungen im Lizenzsport, die ihnen das CIM in einem (u.U. auch nur vermuteten) geschützteren Umfeld bietet, aus verschiedensten Gründen ganz gerne in gemischte Bewerbe ab.

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